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CENNI STORICI Porto San Giorgio, ridente cittadina rivierasca,
sorse come scalo marittimo della vicina Fermo. Strabone, storico greco del 1°
sec. a.C., la nomina nella sua Geografia (lib. V): "Le città del Piceno sono Ancona, Osimo,
San Severino, Potenza, Fermo e il suo porto cioè il castello, Cupra ecc.". A sua volta Plinio il vecchio, scrittore latino,
comandante della flotta romana, morto nell’eruzione del Vesuvio (79 d.C.)
nella sua Naturali Historia (II, 13) lo designa come "castello dei
Fermani": Castellum Firmanorum. Era tanta la sua importanza, che è nominato
nell’Itinerario dell’Imperatore Antonino, risalente al sec. III d. C.
e nella Tabula Pentingeriana, antichissima carta geografica dell’epoca
imperiale romana. Vi figura col nome di Castello Firmani. Nei documenti medievali compare col nome di Portus
Firmi (Porto di Fermo, o Portus S. Georgei). E’ indicato nei portolani e
nelle carte nautiche antiche come scalo marittimo di primaria importanza. Centro dei traffici marittimi dell’entroterra e
di Fermo da e per Venezia, fece si che tra questa città e fermo si stabilisse
un’amichevole alleanza. Venezia, che mirava al dominio dell’Adriatico,
vedeva in Ancona la sua rivale potenziale e cercava di isolarla, stabilendo
intense relazioni commerciali con le città costiere. Di qui l’amicizia con
Fermo. Dopo la calata dei barbari e le conseguenti
distruzioni, si stabilirono nella zona alcuni pescatori che diedero vita ad un
centro abitato, che nel 1164 passò al capitolo dei Canonici del Duomo di Fermo. Questo possesso è confermato con diploma di
Federico Barbarossa del 1164. Dal 1260 i Canonici cedono detto castello al
Comune di Fermo. L’amicizia con Venezia aumentava sempre più.
Nel sec. XIII ben due podestà fermani, Ranieri Zeno e Lorenzo Tiepolo divennero
dogi di Venezia: il primo dal 21 gennaio 1253 al 7 luglio 1268; il secondo dal
15 luglio 1268 al 15 agosto 1275. Quest’ultimo giunse a Venezia prelevato a
Porto San Giorgio da quattro galee veneziane che lo portarono in trionfo alla
città lagunare per assumere l’importante carica. Anche da dogi i due
mantennero solide relazioni di amicizia con Fermo rafforzando quei legami e
quell’alleanza economica, sancita nel 1260 con un trattato di commercio tra le
due città. Lorenzo Tiepolo, mentre era podestà di Fermo,
fece erigere a Porto San Giorgio la rocca che da lui prese (Foto Zeppilli) Ovviamente, Fermo esercitava questa giurisdizione
attraverso il suo scalo marittimo cioè Porto San Giorgio. Lo Stato Fermano
possedeva è vero, altri porti, c’erano infatti, oltre al porto di S. Giorgio,
quello di San Benedetto, quello di Grottammare, di Porto Sant’Elpidio,
Civitanova ecc. Alcuni erano dei semplici attracchi, mentre i più sicuri erano
Porto San Giorgio e Grottammare. Ecco perchè nel 1255 in un trattato
commerciale stipulato con la città di Termoli, Fermo stabiliva che le navi
provenienti da tale città dovevano attraccare e sbarcare le merci soltanto nel
porto di San Giorgio e in quello di Grottammare. Nisi in gruptis et in Portu
Sancti Georgi. Sono note le incursioni turche sulle coste
dell’Italia, specie nel settore Adriatico, per cui Fermo decise di cingere
Porto San Giorgio di mura castellane; tale cinta verrà ampliata e rafforzata
nel 1362 da Giovanni Visconti d’Oleggio, Signore di Ferno (1297 - 1366). Ancor oggi si scorgono i tratti della cinta
muraria come gli archi a sesto acuto che facevano parte dell’antico impianto
portuale. Porto San Giorgio partecipava con i numerosi
castelli dell’antico Stato di Fermo alla Cavalcata che aveva luogo a
Fermo ogni 15 agosto. Questa è una manifestazione risalente a prima del 1182 (
di tale anno è il primo documento ufficiale). Porto San Giorgio sfilava in
testa al corteo multicolore, tra il rullo dei tamburi, il clamore delle chiarine,
gli sfarzosi e festosi paludamenti dei magistrati, la selva dei vessilli ed
orifiammi. Ma nel 1490, durante tale manifestazione, mentre i sangiorgesi si
trovavano a Fermo, duecento fermani, capeggiati da Antonio Trovatelli irruppero
nel palazzo del Vicario di Porto San Giorgio, asportando libri e documenti. Nel 1538 hanno luogo alcune tensioni tra Porto
San Giorgio e Fermo, tensioni che ogni tanto rifaranno capolino come nel 1620 e
nel 1711. Nel 1504 vengono pubblicati a stampa a Venezia
gli Statuti di Fermo dove tra l’altro sono elencati i castelli dipendenti,
divisi in maggiori mediocri e piccoli. Porto San Giorgio figura tra i mediocri.
In detti statuti si parla delle mura castellane e degli archi (a cui si è
accennato) che si protendevano verso il mare. La rocca Tiepolo assolveva sempre alla sua
mansione di vedetta e sentinella avanzata di Fermo sul
(Foto Zeppilli) Significativi i distici che si leggono sul
portone di ingresso alla fortezza, distici che da secoli scandiscono al turista
ed al visitatore la sua vicenda storica: "Oh città di Fermo, io ti conservo
sicura la spiaggia, fatta per te chiusura del porto e protezione delle navi. Dal
martire San Giorgio prendo il nome che da buon augurio. Quest’opera è stata fatta a guardia del
castello e della palizzata del porto, nell’anno del signore 1267, al tempo in
cui il veneto Lorenzo Tiepolo, progenie del Doge Jacopo, governò la città di
Fermo, attraverso prosperi eventi" Dal 1550 per 125 anni, Fermo, Porto San Giorgio e
l’intero stato sono governati dal cardinale Nepote o dal parente più prossimo
del Papa regnante e ciò conferisce notevole stabilità nella gestione della
cosa pubblica. Nel 1741 - 1743 la Congregazione Fermana,
stabilisce che Porto San Giorgio sia considerata un castello distinto da Fermo e
nel 1782 il Governo Pontificio concede al Conte Luigi Salvadori Paleotti il
possesso enfiteutico sui relitti del mare, dal Tenna all’Ete al Fosso di San
Biagio. In seguito, grazie all’opera di Luigi Paleotti junior, si ha
l’attuazione di una grandiosa opera di bonifica, (I relitti del mare altro non
erano che estensioni di spiaggia creatasi in seguito al ritiro del mare). Nel
1749 Porto San Giorgio è alternativamente invaso e occupato da truppe spagnole
e truppe tedesche. E’ il periodo della guerra di successione. L’Arcivescovo
del tempo card. Alessandro Borgia deve faticare non poco per placare le ire e le
vendette del Conte Christian Lobkowitz, il quale minaccia rappresaglie per non
aver trovato viveri per le sue truppe dirette verso il Regno di Napoli. Nel 1798, il 28 novembre, nella pianura tra Porto
San Giorgio e Marina Palmense, ha luogo una battaglia tra i Francesi ed i
Cispadani comandati dal Generale Micheroux, con la vittoria dei primi. Nel 1810 sono istituite due scuole pubbliche: una
inferiore, una superiore e nel 1817 viene edificato il
(Foto Zeppilli) Nel 1857 passa Pio IX (il 16 e 18 maggio) accolto
ed ossequiato dalla magistratura di Fermo e nel 1860
(Foto Zeppilli) Ma avendo il re appreso che nè il conte nè la contessa ospitanti erano presenti, non accetta l’invito e si dirige a Grottammare, dove sosta a villa Laureati, dall’11 al 15 ottobre ricevendo qui una commissione partenopea che gli offre la corona del Regno di Napoli.
(Foto Zeppilli)
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